Statisticando....

Cerca nel blog

mercoledì 22 dicembre 2010

Cancun l'ennesimo successo a metà



Dopo Copenaghen anche Cancun si è conclusa con l'amarezza dei commentatori che hanno decretato l'insuccesso di questo Cop.. o meglio di un successo a metà.
Se parliamo dal punto di vista diplomatico le 181 Nazioni hanno unanimamente approvato i provvedimenti trattati(la Bolivia si è dovuta "piegare al volere" di 180 Stati che approvando il programma, l'hanno diplomaticamente fatto comprendere che sarebbe stata l'unica nazione a bocciarlo e che non sarebbe passata bene..).
La buona notizia è che nei provvedimenti è stato approvato:

• Taglio delle emissioni con conseguente riduzione dei gas serra del 25-40% entro il 2020.
• il "Green Climate Fund" di 100 miliardi di dollari per i Paesi a rischio che la Banca Mondiale dovrebbe gestire insieme a un’accoppiata di 24 paesi, uno ricco e uno povero (della serie poliziotto buono, poliziotto cattivo, inventato dalla ministra messicana).
• E udite udite!!! un grande impegno contro la deforestazione. Il famoso programma REDD che vede l' occidente che si sta impegnando a "rialberizzare" i suoi continenti contro quelli dell’Asia, Africa e America Latina sempre più deprivati e desertificati.
• Riguardo a Kyoto c’è stato come in ogni Cop che si rispetti il grande rimando all’anno dopo.
A titolo informativo, Kyoto scade nel 2012...fate i vostri conti, perchè la Terra gli ha già fatti.

venerdì 17 dicembre 2010

2010 anno della biodiversità...(magari...)


Nonostante tutto l'ONU, dopo Copenaghen, ha avuto la brillante idea di proclamare il 2010 "Anno internazionale della Biodiversità" un'iniziativa molto carina ed interessante se non fondamentale, ma sa tanto di ipocrisia. Oltre 500 specie entrano nell'elenco degli animali presenti nella "lista rossa" ovvero fortemente in via d'estinzione, dall'orso polare all'ippopotamo passando dagli squali ai pesci d'acqua dolce.
16.119 specie animali e vegetali minacciate su 40.177 esaminate, oltre 500 in più rispetto al 2004, quando erano 15.589. 784 specie sono considerate ufficialmente estinte, mentre 65 di esse sopravvivono solo in cattività. Sono a rischio un terzo degli anfibi, un mammifero su quattro e una specie di uccelli su otto, a causa soprattutto dei cambiamenti climatici e della distruzione degli habitat da parte dell’uomo.. dell'uomo si, che non fa assolutamente nulla per evitare questo sterminio, sopratutto quando ne vale dei suoi interessi.
Sorrido quando sento tanto buonismo e poi vedo lo scempio che l'uomo sta facendo della Natura e solo dopo (lacrime di coccodrillo)si preoccupa dei risultati delle sue azioni; ma solo quando lo preoccupano da vicino. Mi sono chiesta il perchè l'Onu in tutti questi anni di attività non ha dato una mano ad associazioni no profit come Greenpeace per esempio, a combattere la caccia delle balene in Giappone o al massacro dei delfini o a quello delle foche o al bracconaggio delle tigri, dei leoni, dei panda..
Dov'erano tutti coloro che adesso proclamano lo stato d'allarme e vogliono darci la lezioncina?
Perchè mi chiedo non hanno varato delle leggi, non hanno fatto dei controlli, non hanno mediato con gli altri Paesi per farsi sentire, di protestare, di dire la loro per evitare di arrivare a dove siamo oggi?
Non si salvano le specie se non attraverso la tutela e la conservazione degli habitat naturali e se non si attua un'educazione dei più giovani al rispetto dell'ambiente e alla conoscenza del mondo naturale, perchè bisogna sempre insegnare che anche noi siamo ospiti come lo sono tutti gli altri animali e dobbiamo rispettare e preservare ciò che abbiamo.

Vorrei perciò intraprendere dei piccoli percorsi educativi per mettere a conoscenza chi non lo avesse chiaro e fare un pò di luce su argomenti delicati e di fondamentale importanza come appunto lo è la biodiversità.
Guardiamo allora cos'è....



La biodiversità (bios: vita) è un grande sistema elaborato da Madre Natura alla perfezione; un sistema di cui fanno parte tutte le specie viventi che popolano il Pianeta Terra e che vivono secondo leggi naturali e biologiche. Ne fanno parte gli insetti, i mammiferi, i pesci, gli uccelli, le piante, i funghi, i batteri, i protisti, perciò la biodiversità si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi, tutti questi livelli interagiscono fra loro. Fino a oggi sono state descritte oltre 1 milione e 700 mila specie, ma in realtà si ipotizza che ne possano esistere oltre 12 milioni: moltissime aspettano di essere scoperte!
Gli esseri viventi, dai batteri invisibili a occhio nudo alle piante, fino ai più grandi mammiferi, sono raccolti in circa 2 milioni di specie a oggi conosciute: Batteri 10.000 specie; Funghi 72.000 specie; Protisti 50.000 specie; Piante 270.000 specie. Le specie animali sono circa 1.318.000, di cui 1.265.000 invertebrati e 52.500 vertebrati (2.500 pesci, 9.800 uccelli, 8.000 rettili, 4960 anfibi, 4.640 mammiferi).
La biodiversità non è un fenomeno recente, ma è il frutto di 3 miliardi e mezzo di anni di evoluzione. In un certo senso la possiamo paragonare a una vera e propria assicurazione, perché garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra per mezzo di meccanismi naturali e biologici. Alcuni ambienti nel mondo sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre. Ed ecco perchè l'uoo ha il diritto ed il dovere di preservarla, perchè mettendo a repentaglio la bodiversità non solo si danneggia irreversibilmente tutto questo meraviglioso sistema, ma anche perchè l'uomo ne fa parte ed inevitabilmente finirebbe con l'estinguersi lui stesso.


martedì 15 dicembre 2009

A Dian Fossey



A Dian Fossey..colei che ha dato la vita per proteggere la Natura ed una causa più grande di ogni altra cosa: l'amore per la vita, per la ricerca, per i gorilla.


l'ultimo canto delle balene


Non ce l'hanno fatta i nove capodogli spiaggiati sulle rive della costa del Gargano: gli ultimi due dopo lenta agonia sono deceduti per asfissia dello schiacciamento del diaframma. Un evento "eccezionale" che si ritrova solo nel 1800 e che in questo caso, andrebbe ricercato (come nella maggior parte delle volte) nelle "cause umane" ; da rintracciare soprattutto nell'inquinamento chimico ed elettromagnetico, come attività di ricerca o estrattive di idrocarburi oppure l'utilizzo di sonar per la navigazione.
A sentire il responsabile scientifico del Wwf, Fabrizio Bulgarini, "le cause, non ancora definibili, sono al 99% umane: in particolare da rintracciarsi nell'inquinamento chimico o elettromagnetico", anche perché è "un evento raro per esemplari adulti, tutti attorno alle 15 tonnellate di peso". Ancora da accertare cosa abbia provocato lo spiaggiamento di questi animali, ma Bulgarini ipotizza che possa essere colpa "dell'inquinamento chimico-tossicologico e di quello elettromagnetico; in particolare, questi animali subiscono delle interferenze dai sonar usati dalle imbarcazioni per la navigazione".

Secondo alcune ipotesi allo studio (anche perché non si ha una conoscenza approfondita delle rotte di questi animali), spiega Bulgarini, i sonar provocano "disorientamento o addirittura possono danneggiare il sistema" di movimento in acqua di questa specie. E, anche Giuseppe Notarbartolo di Sciara, presidente del Comitato scientifico di Accobams, parla della presenza in mare di suoni ad altissima intensità oppure della "presenza di attività navali o di ricerca di idrocarburi, in particolare di gas e petrolio". Secondo l'esperto, è "difficile che a uccidere i capodogli sia stata una causa naturale, altrimenti l'evento sarebbe più frequente e non accadrebbe con la frequenza di uno ogni due secoli

Ma non ci basta distruggere il mare con agenti inquinanti? con detersivi? con gli scarichi del ristorante?
Voglio dirvi una cosa: sapete che il bellissimo mare dove passiamo le vacanze, il nostro Mar Mediterraneo è estremamente inquinato???
perciò prima di scrollarvi di dosso le colpe, pensate a quando casualmente mangiate un pesce, bevete spontaneamente acqua di mare,o fate fare il bagno ai vostri figli..ci stiamo ucciedendo l'un l'altro.
Siamo entrati in un circolo vizioso, signori.. prima l'ambiente, poi le piante, gli animali...e infine noi. Si chiama catena alimentare...si chiama vita..si chiama selezione. Abbiamo cercato di svolgere il lavoro di Madre Natura, abbiamo giocato a fare Dio, provando a incrociare specie differenti, selezionando le migliori e facendone scomparire altre, ma non ci siamo resi conto che tutto ciò ha portato ad un prezzo: il nostro.
Abbiamo selezionato così tanto che alla fine ci siamo confuso i ruoli, e adesso anche Noi siamo vittime di questa selezione perchè anche noi facciamo parte della catena alimentare e di quel progetto che si chiama Natura.

Tornando ai poveri capodogli, 7 sono morti dopo poco mentre due hanno lottato con tutte le loro forze prima di gridare l'ultimo canto.
nulla sono serviti i diversi soccorritori che sono stati indirizzati sul posto. Nonostante le indicazioni contenute nel protocollo internazionale per i grossi cetacei, la procedura di salvataggio ha fallito.
L'operazione prevedeva di imbracare ogni animale per poi sollevarlo e trascinarlo delicatamente al largo. Facile a dirsi, difficile a farsi perchè per portare a termine un'operazione simile è infatti necessario rimuovere i cumuli di sabbia che bloccano il cetaceo cercando di evitare che il peso dell'animale provochi lo schiacciamento dei polmoni. Per riuscire in quest'impresa, ha spiegato il prof. Nicola Zizzo della facoltà di veterinaria dell'Università di Bari, "ci vorrebbero mezzi enormi, di quelli americani. In Europa non esiste niente di simile".
Come sempre spendiamo soldi per tutto e di più ma quando si tratta di ricerca e ambiente, il Gverno fa "l'indiano".

Per la cronaca, (tentando di suscitare in voi qualche spirito) vi informo che la specie è classificata come "vulnerabile" nella Lista Rossa mondiale dell'Iucn (Unione Mondiale per la Conservazione) e "In Pericolo" dalla Lista Rossa italiana curata del Wwf.
Fate vobis...

Vi presento i veri eroi



Come vi sentireste se un esercito vi sballottasse da un reggimento all'altro e vi mandasse sul fronte con il compito di fiutare ordigni, ignari del rischio di morire ?
ma sopratutto come riusciste a sopravvivere nel deserto 14 mesi, senza pollici opponibili, "intelligenza umana" ed un equipaggiamento adatto?
Beh.. è quello che è successo nel 2008 a Sabi,una giovane Labrador nera impiegata dalle truppe australiane come cane anti-bomba e dispersa durante un conflitto contro i Talebani, nel quale hanno perduto la vita 9 persone ed è stata attribuita una medaglia al merito ad uno dei soldati morti nello scontro (nb: noi essere umani premiamo a mo' di videogioco chi uccide l'avversario, e nel caso in cui uno di questi muore gli spetta la gloria eterna: una medaglia per ricordare ai suoi familiari che ha fatto il buon soldato uccidendo quelle "bestie" degli avversari...mi domando dove sta la differenza tra i talebani, considerati universalmente degli esseri spietati, e gli altri).
Beh... il povero cane fu dato per disperso e pronto il rimpiazzo, (un'altra povera bestiola sventurata era pronta a prendere il suo posto, altra carne fresca da macello) si fecero spalluccie e si è continuò a sparare.
Purtroppo i cani anti-bomba sono una risorsa preziosissima per gli eserciti di tutto il mondo, in particolare per quello australiano, (perciò se se ne perde uno bisogna prontamente rimediare con un'altro) che tra i suoi compiti ha quello di addestrare l'esercito afgano e di pattugliare alcune regioni a rischio.
Gli esplosivi usati emettono delle molecole con un particolare odore, che può essere percepito solo da un cane addestrato allo scopo, dato che il suo senso dell' olfatto è da 20 a 40 volte più sviluppato di quello dell'essere umano. Si preferiscono cani di razza Labrador perchè secondo gli addestratori, sono in grado di concentrarsi maggiormente, e di bere meno, rispetto a tutte le altre razze canine impiegate nella ricerca di esplosivi.
Purtroppo all'uomo non sfugge nulla e se si tratta di sacrificare qualcosa, per la gloria..beh perchè no?Che differenza fa una vita in più per la libertà?

Ma qui c'è il colpo di scena, perchè dopo ben 14 mesi trascorsi nell'inospitale deserto, miracolosamente Sabi viene ritrovata ad Uruzgan da un soldato americano e riportata alla base australiana, viene accolta da tutti con stupore e meraviglia, persino dal Primo Ministro Kevin Rudd, che ha accarezzato il coraggioso labrador mentre si faceva ritrarre assieme al generale Stanley McChrystal, comandante delle truppe americane in Afghanistan.

Questa storia ha fatto il giro del mondo ed commosso l'umanità per alcuni giorni, ma cosa più importante ha messo in luce un problema, purtroppo, esintente dalla notte dei tempi: gli animali vengono impiegati a diverso titolo nelle guerre degli umani, e spesso ciò lo pagano a carissimo prezzo.
Pinguini, ratti, capre, falchi, aquile, leoni marini, beluga, orche, scimmie, delfini solo solo alcuni dei tanti eroi invisibili che a loro insaputa vengono sacrificati per una causa che a l'uomo pare giusta. Molti di questi animali non ritorneranno mai indietro, non riusciranno mai a riprodursi e giocare nel loro ambiente, indisturbati; perchè molti di loro non faranno ritorno e gli altri superstiti, dopo alcune missioni, verranno soppressi o rinchiusi in qualche zoo, perchè considerati "pericolosamente disadattati".
Come nel caso dell'orso Voytek arruolato nel 22° corpo di artiglieria polacco, che combattè trasportando munizioni nella battaglia di Montecassino nel 1944 e il quale dormiva e mangiava con gli "altri" soldati. A fine guerra un tante grazie ed un calcio nel sedere nello zoo di Edimburgo, dove fu congedato a per ritiro a "vita privata".
Ma la cosa più sconcertante è a parer mio la vicenda riguardanti i delfini, che gli americani durante la guerra in Vietnam, hanno deviato in tal modo, da riuscire a modificare la loro docile indole ed a trasformali in veri e propri macchine da guerre; armati di siringhe, coltelli e lame uccisero moltissimi sub vietcong e qualche americano.
é spaventoso come l'uomo riesce a deviare animali cosi' miti e pacifici, cosi' puri per trasformarli a nostro piacimento in killer, in mostri crudeli : ovvero in un'immagine che non gli appartiene affatto, che non hanno niente a che fare con il delfino...ma con l'uomo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Steve Mc Curry 1980-2009



Milano Palazzo della Ragione

11 Novembre- 31 Gennaio 2009/ 2020

lunedì 7 dicembre 2009

Che cosa succede a Copenaghen?

Dal 7 al 18 Dicembre migliaia di giornalisti, studiosi e rappresentanti di organizzazioni ambientaliste non governative (sia nazionali che internazionali) si ritroveranno a Copenaghen per una giusta causa: ovvero la XV Conferenza delle Parti (CoP15) ovvero la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. A questo proposito, i delegati governativi dovranno cercare di raggiungere il consenso su un nuovo accordo climatico che andrà a sostituire dopo la sua scadenza prevista nel 2012 il Protocollo di Kyoto.
C'è da dire che anche se parteciperanno tutti i Paesi firmatari della Convenzione, questa non comporta però impegni vincolanti, differentemente dal Protocollo di Kyoto, che invece obbliga i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% di quelle registrate nel 1990.
Puntualizzo ciò, perchè molte volte si confondono questi due tipi di impegni che a parer mio non dovrebbero essere solo una "prescrizione" ma un vero e proprio obbligo! Che senso ha altrimenti, indire una Conferenza se poi non si sottoscrive ad un accordo e non si prendono impegni da mantenere?
Non sarebbe stato più efficace un accordo post-kyoto, mi domando?
Fatto sta che speriamo che L'america obamiana abbia più buon senso di quella di Bush, che in questo senso è diventata un caso emblematico: gli USA sotto la presidenza Clinton firmarono il trattato, ma sfortunatamente con l'avvento del signor Bush non l'avevano poi ratificato, cioè reso esecutivo.
Sbadataggine? no, non credo..direi che gli interessi industriali, economici e politici ancora una volta hanno prevalicato l'interesse ambientale.
Un'altro elemento molto importante è determinato dalla partecipazione della Cina e dell'India , due potenze in forte crescita economica, le quali all'epoca,non vennero prese in considerazione perchè allora erano Paesi in via di sviluppo e in questo modo, l'accordo le avrebbe svantaggiate, rallento la loro crescita economica e rischiando di far scoppiare una III Guerra Mondiale!
Adesso le cose sono cambiate e sono passati un bel pò di anni; non pretendere la presenza di due potenze così importanti e in forte crescita oggi è impensabile.
In tutto questo trambusto mi auguro solo una cosa, che le Nazioni si soffermino un secondo a riflettere e che gli accordi presi verranno modificati: perchè per una riduzione significativa delle emissioni non dovremmo parlare del 5%, come il Protocollo di Kyoto ha sancito, ma del 50, 60%
e non possiamo perciò escludere Paesi industrializzati e fortemente "inquinatori" come Cina e USA.